LETTERA APERTA INTERASSOCIATIVA AL PRESIDENTE CONTE

Lettera congiunta da parte di 15 Associazioni di categoria al Presidente del Consiglio per sensibilizzare sui rischi che il “Decreto Rilancio comporta per le PMI.

Il Decreto Maggio è diventato Decreto Rilancio, ma il rischio che questo provvedimento (quando finalmente vedrà la luce) possa essere un colpo di grazia per le PMI italiane del settore dei serramenti, rimane elevato.

In ragione di ciò, ANFIT prosegue la sua azione per sensibilizzare il Legislatore su questo tema. Dopo la lettera inviata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri in data 9 Maggio (clicca qui per leggerla), oggi ANFIT, insieme ad altre 14 Associazioni di categoria, sottoscrive un documento comune, rivolto al Presidente Conte, per chiarire e ribadire che l’Ecobonus al 110 pc, per come è stato presentato fino a ora, non è accettabile.

Il cuore della comunicazione è riassumibile nelle ultime righe del testo: Le Associazioni firmatarie di questo appello chiedono l’integrazione nell’eventuale aliquota rafforzata del 110% di TUTTE LE TIPOLOGIE DI INTERVENTO previste sino ad oggi nel regime delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici o – in alternativa- misure che premino comunque significativamente e nel breve periodo TUTTI GLI INTERVENTI, a partire dai più agili e immediati e comprendendo, ovviamene, anche gli interventi complessivi.

Le Associazioni che hanno aderito a questa iniziativa sono: ACMI, ANFIT, APPS, ASSITES, ASSO FRIGORISTI, FEDERLEGNOARREDO – ASSOTENDE, ASSOVETRO, CONFARTIGIANATO IMPRESE – LEGNO E ARREDO, CONSORZIO LEGNOLEGNO, FEDERLEGNOARREDO – EDILEGNOARREDO, FEDERLEGNOARREDO, FINCO, FISA, PILE e UNICMI.

Di seguito, riportiamo il testo integrale del comunicato, mentre per scaricarlo è sufficiente cliccare qui.

12 maggio 2020
Lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Governo

IL DECRETO “RILANCIO” SIGNIFICA PARALISI PER INTERI COMPARTI INDUSTRIALI DEL SETTORE DELLA RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA E PER GRAN PARTE DEL PAESE MISURE IDEOLOGICHE E VELLEITARIE CHE PROVOCHERANNO IL BLOCCO PER MESI DELLA FLEBILE DOMANDA RESIDUA E LA CHIUSURA DI MIGLIAIA DI PMI ITALIANE

I CONTENUTI DEL DECRETO “RILANCIO” CON I SUPPOSTI SOSTEGNI AL COMPARTO DELLE COSTRUZIONI, STANNO GETTANDO NEL PIÙ AMPIO SCONFORTO TUTTE LE MIGLIAIA DI PMI ITALIANE IMPEGNATE NELLA PRODUZIONE DI SERRAMENTI, VETRAZIONI E SCHERMATURE SOLARI.

L’aumento delle aliquote delle detrazioni per l’ecobonus esclusivamente rivolto a non meglio definiti interventi complessivi di riqualificazione energetica degli edifici è una misura non solo inutile ma, soprattutto dannosa per l’intero Paese.
Dall’incremento delle aliquote di detrazione sono esclusi, infatti, tutti i singoli interventi compreso le sostituzioni di serramenti e schermature solari, ciò significa nei fatti condannare migliaia di PMI alla inattività per mesi. Mesi indispensabili per la sopravvivenza del tessuto industriale delle PMI italiane del settore.

L’emergenza determinata dalla pandemia Covid19 e dal conseguente lockdown produttivo determinerà in ogni caso, nel 2020, una fortissima riduzione dei fatturati delle Aziende, che non potrà essere recuperata neppure in parte nel secondo semestre dell’anno se non entreranno in vigore immediatamente misure straordinarie in grado di indurre una ripresa della domanda soprattutto da parte del consumatore finale, che nei prossimi mesi sarà caratterizzato da grandi difficoltà economiche del budget familiare e da una scarsissima propensione agli acquisti.

Il Decreto “Rilancio” non contiene nessuna di queste misure immediate mentre quelle contenute sono addirittura dannose.

La misura è infatti rivolta tipicamente a operazioni, procedure e condizioni condominiali e vincolata all’effettuazione di specifici interventi. Elementi che hanno in se tutte le caratteristiche della non immediatezza che in questo caso si sposano con molto tempo a disposizione (fine 2021), con i molti regolamenti attuativi da emanare, con le leggi da modificare (vedi il valore telematico delle Assemblee Condominiali), con un panorama della proprietà edilizia in Italia che conta oltre l’80% di piccoli proprietari di singoli appartamenti e, da ultimo ma principalmente e tragicamente, fanno scopa con una offerta irrinunciabile come il 110% di detrazione fiscale.

Ecco perché questo provvedimento non accenderà alcuna domanda nell’immediato ottenendo bensì l’effetto di frenare o bloccare per mesi anche la flebilissima intenzione di cambiare serramenti e schermature da parte delle famiglie italiane.

Solo il comparto dei serramenti e delle schermature (non l’unico penalizzato da questo provvedimento scriteriato) significa un tessuto di oltre 16.000 imprese con oltre 200.000 addetti diretti che nel 2019 hanno sviluppato un fatturato di più di 5Mld di Euro (circa il 40% attivando le Detrazioni Fiscali) e contribuito negli anni in modo determinante ad un percorso di risanamento energetico del paese possibile e praticabile, fatto di migliaia di piccoli interventi di grande qualità.

Tutto questo, grazie al Decreto Rilancio, rimarrà inesorabilmente congelato per mesi ancor più drasticamente di quanto non sarebbe successo per le conseguenze della Pandemia e finirà con il decimare più di un comparto industriale consegnando i lavori che si concretizzeranno – forse- nella tarda seconda metà dell’anno, probabilmente ad operatori stranieri che avranno recuperato fiato sui loro territori grazie all’assenza di un Decreto Rilancio così devastante.

Le Associazioni firmatarie di questo appello chiedono l’integrazione nell’eventuale aliquota rafforzata del 110% di TUTTE LE TIPOLOGIE DI INTERVENTO previste sino ad oggi nel regime delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici o – in alternativa- misure che premino comunque significativamente e nel breve periodo TUTTI GLI INTERVENTI, a partire dai più agili e immediati e comprendendo, ovviamene, anche gli interventi complessivi.

Solo attraverso questi provvedimenti sarà possibile scongiurare il disastro di un intero comparto, la chiusura di migliaia di Aziende, la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro.     

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