Casi di successo Aprico: IMER Firenze, uno dei soci fondatori del consorzio Aprico.
Aprico è un consorzio composto da 30 aziende altamente specializzate nel campo degli ingressi automatici e distribuite su tutto il territorio nazionale.
I consorziati Aprico operano in Italia mediamente da oltre 40 anni, affermandosi come pionieri nel settore degli ingressi automatici e delle chiusure industriali. Sono stati proprio loro a sviluppare e consolidare questo mercato, portando innovazione e affidabilità nelle realtà residenziali, commerciali, industriali e del terziario.
Oggi cancelli e porte automatiche fanno parte della nostra quotidianità, ma questo risultato è frutto di anni di impegno, innovazione e crescita. Dietro questa evoluzione ci sono professionisti che, partendo dal mestiere di elettricisti, hanno saputo guardare oltre, abbracciando la tecnologia e trasformando le proprie competenze per anticipare il futuro.
Come è nato e come si è sviluppato questo mercato? Il caso di IMER Firenze. Un esempio per tutti i consorziati
La vita è un romanzo fatto di sogni, scelte e coraggio.
Così è nata la storia di IMER, consorziato Aprico di Firenze: da un’idea imprenditoriale coltivata con passione, dopo più di 60 anni di innovazione. Esempio tra gli elettricisti innovatori, capaci di trasformare competenze tecniche in strumenti elettrici ed elettronici all’avanguardia. Un’idea imprenditoriale che ha preso forma e ha fatto scuola nel suo ambiente sociale, che ispira e lascia il segno. Per la nascita di IMER si deve ricordare la storia di Carlo Alberto Pratesi: nato a Firenze nel 1924, ha raggiunto la maggiore età in tempo di guerra e qui ha svolto il servizio militare obbligatorio nell’aeronautica, dove ha frequentato un corso per elettricista che ha segnato la sua vita.

Nel dopoguerra si doveva ricostruire una società intera. Nel 1945 rientra nell’Aeronautica, poi lavora alle ferrovie e infine si rimette in proprio come elettricista. Inizia così la sua carriera tra le macerie della guerra, animato dalla missione di portare luce anche nella vita delle persone.
Nel 1958 nasce la IMER: dopo un decennio di esperienza c’è un primo salto di qualità. Carlo Alberto fonda la IMER, “Impresa Manutenzioni Elettriche e Resistenze”, un’azienda familiare dove trovano impiego anche dipendenti elettricisti specializzati. Sono ragazzi che arrivavano anche da fuori città col treno. Passavano in sede e andavano a fare gli impianti elettrici in bicicletta. Era molto scenografico vedere partire questi ragazzi sulle biciclette con le matasse dei fili e le scale in spalla, con gli attrezzi sulla canna.



La IMER diventa un simbolo dell’imprenditoria locale, contribuendo alla rinascita di Firenze. Oltre agli impianti elettrici, nel suo laboratorio produce oggetti elettromeccanici e raffinate tastiere in ottone per campanelli, decorate a martellatura con tecniche artigianali molto apprezzate all’epoca. Ancora oggi, molte di queste placche adornano palazzi storici nel centro di Firenze e oltre.






Dall’alluvione del 1966, la IMER rinasce con nuove opportunità. La sede viene sommersa, ma Alberto e il suo team si rimboccano le maniche, riparano attrezzature e mezzi e ripartono in poche settimane. Oltre a ricostruire l’azienda, si dedicano al recupero dei motori elettrici alluvionati, contribuendo alla ripresa produttiva di Firenze.
Anni 1970-80: l’era delle automazioni in IMER: Gli anni ’70 segnano una svolta per IMER, che inizia a sperimentare le automazioni, un settore ancora pionieristico. Le prime installazioni riguardano cancelli automatici, inizialmente un lusso riservato a ville e aziende. Un impianto costava quanto una FIAT 500. Parallelamente introduce nuove tecnologie come videocitofoni, porte e barriere automatiche, diventando la prima azienda a Firenze a proporle. I primi impianti richiedevano giorni di lavoro e pazienza, spingendo l’azienda a organizzare corsi interni per i dipendenti. La partecipazione alla Mostra dell’Artigianato di Firenze nel 1971 aiuta a diffondere la cultura dell’automazione. La curiosità del pubblico è tale che i tecnici si divertono a far credere che i cancelli si aprano… con un soffio! Negli anni ’80, IMER realizza installazioni prestigiose, come il cancello a scomparsa del Battistero di Firenze e impianti per istituzioni e famiglie celebri, tra cui Ferragamo, Gucci e Antinori. L’azienda lascia il segno nella trasformazione tecnologica della città.

IMER oggi: In tutti questi anni, la IMER ha sempre saputo innovare e crescere.
Sono entrati in azienda i familiari, tanti bravi dipendenti e responsabili, è cresciuta con la creazione di altre società collegate come la DISAC, specializzata nelle porte automatiche, ha saputo interagire con i più importanti fornitori italiani di ingressi automatici. Dalla passione, dalla forza d’animo e dalla visione del suo fondatore, oggi IMER è una realtà importante nel panorama nazionale degli ingressi automatici.
E’ un punto di riferimento grazie ai suoi 60 anni di esperienza, innovazione e dedizione. Nella sua storia ha saputo trasformare competenze tecniche in soluzioni tecnologiche avanzate: porte automatiche, barriere, sistemi di controllo accessi intelligenti. Un’evoluzione costante, guidata dalla capacità di anticipare le esigenze del mercato e offrire ai propri clienti sicurezza, efficienza e comodità. Oggi, IMER non è solo un’azienda, ma un esempio concreto di come la passione e l’ingegno possano tracciare la strada del progresso.

IMER e il futuro: innovazione e collaborazione
Per IMER, il futuro è nella condivisione. Andrea Pratesi, nipote del fondatore, sottolinea l’importanza delle esperienze vissute, delle relazioni professionali e della valorizzazione delle diversità per creare un ambiente di lavoro inclusivo e stimolante.
Per affrontare le sfide del mercato, IMER ha aderito con entusiasmo al Consorzio Aprico, un’alleanza strategica che unisce innovazione e responsabilità sociale. Insieme alle aziende consorziate, lavora per rendere gli ingressi più sicuri, accessibili ed efficienti, contribuendo al benessere della comunità.
Aprico offre vantaggi concreti: dialogo con grandi produttori, accesso a tecnologie avanzate e condizioni commerciali competitive. Le porte automatiche del futuro si apriranno con la forza della collaborazione.
